Amo raccontare l’unicità in ogni storia d’amore.
Questo matrimonio è stato esattamente questo.
Polina iniziò a scrivermi molti mesi prima del suo matrimonio. Aveva le idee chiarissime e voleva me.
Non nascondo che ero molto felice, ma anche un po’ in ansia. Passare un’intera giornata con una coppia e le persone a loro più care,
parlando sempre e solo inglese, in una città come Firenze — bellissima, ma piena di vincoli, traffico, imprevisti — mi metteva alla prova.
Ripresi a studiare inglese e tornai a Firenze, cercando confidenza e ispirazione.
Si sarebbero sposati nella chiesa ortodossa della Natività.
Anche il loro rito era qualcosa di nuovo per me. Andai anche lì, era il Venerdì Santo,
una festività molto sentita dalla comunità russo-ortodossa.
Durante la cerimonia ci sarebbe stato un momento molto forte in cui gli sposi vengono incoronati.
Le corone nuziali — stefana — si sfiorano, si scambiano, restano sospese tra loro.
Un gesto semplice, ma pieno di significato.
Hai a che fare con Firenze, una delle città più belle del mondo… sarà così complicato fare belle foto?
Dipende sempre da come immagini il tuo lavoro.
A me il bello e basta non interessa.
Cerco sempre qualcosa di più.
E quello sarebbe stato, senza saperlo, quello che oggi viene chiamato un QUIET WEDDING.
Una CERIMONIA RACCOLTA E INTIMA.
Non avrebbero solo di ridotto la lista degli invitati.
Sarebbe stato qualcosa di più semplice e più radicale: avrebbero scelto chi poteva entrare davvero in quello spazio.
Sai Barbara, mi raccontò Polina, potevo scegliere se invitare 300 persone in Ohio, o invitare le 10 persone più importanti in Italia. Viaggiare con loro nei luoghi che desideravo vedere da tanto tempo.
Erano in dieci. Arrivati dagli Stati Uniti.
Attraversarono l’Italia insieme — Liguria, Maremma, Roma, Firenze — invece di organizzare un grande evento.
Una settimana condivisa, più che un solo giorno da celebrare.
Ricordo il loro matrimonio come un momento intimo, silenzioso, dentro qualcosa di molto più grande.
Senza costruzioni, senza forzature.
Solo quello che c’era.
Indimenticabile.



