Quando gli sposi iniziano a immaginare il loro matrimonio

sono pieni di aspettative, sogni, ma anche timori.

Lo so per esperienza.

Sono immersi in una nebbia.
Confusi.

La mamma con la sua visione.
Le amiche che vorrebbero aiutare.
Le regole non scritte: questo si deve fare, questo no.

E allora mi sono chiesta:
cosa posso fare io per loro, come fotografa?

Quello che posso fare
non riguarda solo le fotografie.

Posso esserci.
Prima, durante e dopo.

Posso aiutare a fare chiarezza
quando tutto sembra troppo.

Posso ascoltare davvero.
Senza giudicare.
Senza imporre una mia idea di matrimonio.

Il mio lavoro inizia molto prima
del giorno delle nozze.

Inizia quando ci incontriamo.
Quando mi raccontate chi siete.
Come vi muovete insieme.
Cosa vi mette a vostro agio
e cosa no.

Inizia dal creare uno spazio sicuro,
in cui possiate sentirvi liberi
di essere voi stessi.

Il giorno del matrimonio posso alleggerire.

Posso togliere tensione
invece di aggiungerla.

Posso farvi sentire accompagnati,
non osservati.

Essere una presenza discreta.
Che c’è quando serve
e sa farsi da parte
quando è il momento.

Posso anticipare piccoli bisogni.
Rispondere ai dubbi.
Rassicurare con l’esperienza.

Non perché tutto debba andare perfettamente,
ma perché possiate viverlo
con più serenità.

E poi posso custodire la memoria
di quella giornata.

Raccogliere ciò che accade davvero.
Gli sguardi.
I gesti spontanei.
Le emozioni che arrivano
senza avvisare.

Senza forzature.
Senza mettere in scena
qualcosa che non vi appartiene.

Molti sanno fare una bella fotografia.

(le parole di chi l’ha già vissuto lo raccontano meglio di me<<)

Quello che resta, però,
è come vi siete sentiti.

È per questo che vi chiamo
i miei ragazzi bellissimi.

Raccontare un matrimonio, per me, significa prendermi cura di voi.

1 Comment0
  1. Silvia
    Silvia
    08 Feb 26

    La naturalezza e l’empatia con cui ci hai accompagnati non potremo mai dimenticarlo. E le foto poi…bellissime, siamo noi. Grazie cara B.

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